Monetizzare con YouTube è ancora possibile?

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Bye bye monetizzazione: le nuove regole di YouTube chiudono i rubinetti ai piccoli canali. Ecco 5 consigli che aiuteranno i creators ad emergere nella piattaforma di Google!

Monetizzare con YouTube è ancora possibile?

Dopo Facebook, anche YouTube ha annunciato un imminente cambio di rotta. Oggetto della nuova politica del colosso di casa Google è la monetizzazione, ossia la possibilità – da parte del creator – di ricevere un compenso attraverso le inserzioni pubblicitarie presenti nei propri video.

Già nel corso del 2017 YouTube era intervenuta in tal senso, scatenando quella che è stata definita “adpocalypse” (per una spiegazione più approfondita, guardate qui). In sostanza, durante il processo di upload, i video venivano controllati da un algoritmo che si accertava che non contenessero contenuti inadatti al pubblico (violenza, sesso, droghe, razzismo etc.). Trattandosi di un algoritmo, spesso esso non riusciva a tener conto del contesto e, dunque, arrivava a demonetizzare contenuti del tutto innocui. Era necessario, dunque, l’intervento umano per correggere i numerosi errori del sistema.

Con la nuova politica, YouTube rivede in parte tale dinamica introducendo un controllo più stringente da parte dell’uomo sui contenuti caricati. Contemporaneamente, interviene per cambiare le regole della monetizzazione. Dal prossimo mese chi vorrà guadagnare attraverso i propri video dovrà avere almeno 1000 iscritti e 4 mila ore di visualizzazioni maturate nel corso dell’ultimo anno. L’obiettivo della nuova policy è duplice: da un lato distribuire in modo più razionale le risorse messe a disposizione dagli sponsor, indirizzandole verso contenuti più visibili (e dunque remunerativi). Dall’altro incentivare i creators a lavorare sulla qualità dei propri video. A farne le spese saranno tutti quei piccoli canali che, per un motivo o per l’altro, non riescono ad avere grandi numeri.

La decisione, naturalmente, ha suscitato forti polemiche tra chi utilizza la piattaforma. Alcuni ritengono necessario l’intervento, al fine di rendere più efficiente e snello il funzionamento del social; altri lo considerano una sorta di censura volta a danneggiare i creators più deboli, a tutto vantaggio di quelli con  maggiore visibilità.

Come già sostenuto nel caso del nuovo algoritmo di Facebook, è tutta questione di atteggiamento. Difficilmente YouTube cambierà politica nei prossimi mesi. Di conseguenza, chi è presente sulla piattaforma dovrà decidere se abbandonare una piazza in cui sono presenti centinaia di migliaia di utenti oppure se mettersi in gioco e accettare la sfida lanciata da Google.

Ecco quindi alcuni semplici consigli rivolti a semplici utenti o aziende che utilizzano YouTube come strumento di comunicazione.

Scegliete una nicchia di mercato

Tutti conoscete il concetto di “coda lunga”. Più che fare contenuti generalisti, parlando a tutti di tutto, è bene scegliere una nicchia di mercato e rivolgersi esclusivamente ad essa. Scegliete un argomento specifico, del quale siete esperti, e rivolgetevi ad un pubblico interessato. Vedrete che, nel tempo, i risultati arriveranno.

La durata conta!

Se non conosceste ancora un creator, preferireste vedere uno sproloquio di 20 minuti o un video conciso, di 4-5 minuti? Probabilmente la seconda opzione. Per uno youtuber alle prime armi è consigliabile realizzare video brevi e concisi. Innanzitutto perché sono meno impegnativi da realizzare e da montare; e poi perché più facili da fruire dal vostro potenziale pubblico.

L’attenzione è una risorsa scarsa: non sprecatela!

Realizzate video professionali

La svolta di YouTube mira a migliorare i video. È importante, quindi, realizzare video professionali: non solo nel confezionamento e nel montaggio, ma anche nei contenuti. Può essere utile, ad esempio, preparare degli script che poi leggerete durante la registrazione; oppure allenarvi a parlare davanti allo specchio per essere poi spigliati davanti alla telecamera.

Pensate da imprenditori, non da amatori!

Il successo, soprattutto ora che il mercato dei creators è saturo, non arriva per caso: dovrete guadagnarvelo. Ecco perché è importante pensare in ottica imprenditoriale e organizzare il vostro lavoro.

Questo significa prestare attenzione alle logiche SEO, al newsjacking e al real time marketing; ma anche ai tag che utilizzate e ad eventuali collaborazioni con creators a voi affini e più visibili. Inoltre è importante che costruiate la vostra brand image e la vostra brand reputation, e che sfruttiate in maniera strategica i vari social network per farvi conoscere.

Siate costanti: pensate al lungo periodo

Salvo rare eccezioni, chi ha esordito su YouTube ha iniziato a monetizzare dopo diversi mesi. Non avete fretta: date tempo al tempo e siate costanti con le vostre pubblicazioni. Se riuscirete ad essere costanti e a fidelizzare il vostro pubblico, i risultati arriveranno. Se ci pensate, 1000 iscritti e 4000 ore di views non sono poi tanti!

Questi pochi consigli faranno la differenza tra chi, con tutta probabilità, sarà destinato a scomparire da YouTube e chi, invece, riuscirà ad ottenere un discreto seguito e a beneficiare della tanto agognata monetizzazione.

Non fatevi illusioni, però: guadagnare con YouTube e farne un vero e proprio lavoro non è cosa da tutti.

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